La temerarietà dell’impresa
riassunta in un’immagine
P.S. ma l’articolo dice che anche Gino Nunes, consigliere regionale ed ex presidente della Provincia, sostiene Marino
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P.S. ma l’articolo dice che anche Gino Nunes, consigliere regionale ed ex presidente della Provincia, sostiene Marino

Oggi qui si fa sciopero per protestare contro il DDL Alfano e a favore della libertà in rete.
Potete informarvi sulle motivazioni a partire da questi due link:
Anteprima Punto Informatico – manteblog
A domani
Sull’header del sito, che per ora è completamente bianco ma tra un po’ sarà più bello di prima (non ci vuole molto, si, ehm).
D’altra parte lo sapete, per far le cose bene bisogna tentare, sbagliare, riprovare…
SEDUTA DEL 30/06/2009
Penso di utilizzare questo spazio per pubblicare dei brevi resoconti delle sedute, a metà tra cronaca politica e note personali. Consideratele una sorta di “lettere dal fronte”: non si può pretendere che siano imparziali, ma danno un’idea del clima che si respira.
Premessa personale: mi sono seduto nei banchi del consiglio con un po’ di emozione. Ho passato gli ultimi sei anni della mia vita a studiare la rappresentanza politica, e trovarmi ad essere “rappresentante” mi ha fatto un certo effetto.
Il consiglio di oggi aveva un ordine del giorno legato all’insediamento, e quindi molto scontato (roba tipo prendere atto della composizione del consiglio e della giunta, assistere al giuramento del presidente della Provincia e votare presidente e vicepresidente del consiglio). Preferisco raccontarvi alcune cose che mi hanno incuriosito.
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Caro cittadino, caro elettore
ti diranno che è inutile. Ma noi del Comitato pisano per il Referendum elettorale ti diciamo invece che il 21e 22 giugno è una data che potrebbe cambiare la storia del Paese. Votando SI’ al Referendum
La politica scommette sul fatto che non andrai a votare per il referendum elettorale. Che andrai al mare pensando che nulla mai cambierà e la sola cosa da fare è arrangiarsi non pensando alla politica. Quante volte abbiamo pensato che la lotta sia impari e che non avremo mai la meglio sulle tante schifezze quotidiane a cui dobbiamo assistere.
Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili.
Non votando farai purtroppo il loro gioco. Perché se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come è oggi. In questo caso infatti, non votare non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini.Ti sei mai chiesto perché di questo referendum si parla così poco? Del perché nessuno ti spieghi esattamente di cosa si tratta? Del perché, in questi mesi chi ha promosso questo referendum è apparso così poco nelle trasmissioni televisive? E’ molto semplice: perché se non sai che ci sarà un referendum e non sai di che cosa si tratta, è molto più probabile che tu non vada a votare. E tutto resterà come prima. Noi che sosteniamo il Sì al Referendum pensiamo che l’Italia si meriti di più. E se non facciamo qualcosa adesso, tra dieci o quindici anni i nostri figli saranno tentati di andare fuori dell’Italia per trovare un lavoro migliore, servizi migliori, pensioni migliori, opportunità migliori.
E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che ora quando andiamo a votare non scegliamo persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.
L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati.
Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la Lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.
Il referendum riguarda questi due problemi.
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