Campagna d’inverno

La campagna elettorale è il momento per raccontare le nostre proposte a chi chi oggi sta combattendo la sua personalissima campagna, che però è collettiva,  contro l’inverno della crisi.  Non rispondiamo neanche all’imbonitore, ma rivolgiamoci a loro.

Al lavoratore che si vede negare un sussidio di disoccupazione dopo anni di lavoro con un contratto a progetto, perché non rientra negli stretti canoni previsti dalla Fornero. E si chiede perché il suo lavoro sia diverso da quello del suo compagno di scrivania.

Alla famiglia che vorrebbe conciliare lavoro e compiti di assistenza familiare, ma che quando si ritrova con un disabile grave da accudire non ha più soluzione, perché l’assistenza domiciliare è quella che è, e se non ti puoi permettere l’assistenza privata devi lasciare il lavoro. Ma poi come lo paghi l’affitto?

Al malato che ha bisogno di una visita urgente e gliela danno dopo quattro mesi, e per fortuna che ha ancora qualche risparmio per anticiparla a pagamento.

Solo se vince bene il PD possiamo sperare di dare risposte a loro, che poi siamo noi. Il Governo Berlusconi, tra una gag e una gaffe, che fanno pure simpatia, aveva azzerato i fondi per le politiche sociali. Sostenendo e spronando il governo Monti, con fatica, li abbiamo fatti ripartire. Ora dobbiamo cambiare passo.

Di tutto il resto, ne discutiamo dopo.

 

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