Allora la situazione è davvero grave…

Ormai pure il Corriere ha lasciato da parte il suo terzismo.

Il dovere civico di testimoniare e le scelte del Premier – Corriere della Sera

La posta in gioco è molto più alta dell’orgoglio delle parti in causa, e perfino della sorte della singola inchiesta: è invece l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e perciò è affare di tutti e non soltanto di Berlusconi o dei suoi pm, dell’arrestato Tarantini o del latitante Lavitola, la cui sorte è appesa proprio ai chiarimenti che la parte offesa Berlusconi potrebbe dare con la propria deposizione. È insomma la possibilità stessa di celebrare un procedimento secondo le regole valide per ricchi e poveri, potenti e diseredati.

Tutti i giorni, infatti, in tutti i palazzi di giustizia d’Italia ci sono persone che, citate come testimoni, vorrebbero tanto farne a meno: lamentano di dover sacrificare impegni lavorativi e personali, sbuffano per il fatto di dover sobbarcarsi magari anche lunghe trasferte a fronte di miserrimi rimborsi chilometrici, si chiedono perché non possano cavarsela spedendo una memoria scritta, e nei casi più delicati mandano (proprio come Berlusconi) il proprio avvocato a chiedere di essere ascoltati con le facoltà degli indagati anziché con gli obblighi dei testi. E tutti i giorni, in tutti i palazzi di giustizia d’Italia, queste persone si sottopongono infine alle decisioni dei vari soggetti previsti dalla legge (di volta in volta Procure, Tribunali, Corti d’Appello), pena l’ordine ai carabinieri di accompagnare coattivamente il teste recalcitrante.

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