Agli amici indecisi

Cari amici,
tra un’ora esco di casa per la chiusura della campagna elettorale. Raggiungo Samuele in provincia, negli ultimi incontri prima del silenzio, prima delle elezioni che cambieranno il corso della storia politica italiana. In questi giorni ho parlato con tanti di voi, amici sparsi per l’Italia: vi ringrazio di avermi telefonato o scritto, e lo so che in fondo volevate chiedermi una ragione per votare PD. Perché sapete che sarebbe la cosa giusta, ma non lo farete a cuor leggero.

Perché ci alleeremo con Monti, e allora addio diritti civili.

Perché ci alleiamo con Vendola, e allora l’austerità è stata inutile.

Perché non ci siamo rinnovati abbastanza.

Perché Bersani è un brav’uomo, ma ha stufato pure lui.

Perché in Toscana il partito una caserma.

Questa una selezione delle cose che mi avete detto, e so che la vostra delusione è spesso frutto di una grande passione per dei valori che noi del PD non sempre riusciamo a rappresentare al meglio, con i nostri difetti e le nostre incrostazioni.

Eppure, credetemi, oggi il PD è l’unico partito che può far ripartire l’Italia. Perché ha elaborato il suo programma in anni di lavoro, coinvolgendo migliaia di persone attraverso i suoi Forum, e poi facendo votare le proposte dall’assemblea nazionale. Conosco molte delle persone che ci hanno lavorato con passione e competenza, alcune entreranno anche in parlamento. E così su scuola, università, politiche sociali, lavoro, Europa abbiamo delle proposte forti e condivise. Abbamo anche discusso su alcuni punti, ma meglio prima che dopo, no? In questa epoca dove tanti pensano che basti un intellettuale a buttare giù un’agenda oppure uno wiki per scrivere un programma, siamo riusciti a discutere le questioni più importanti con un dettaglio che gli altri neanche si immaginano. Una volta al governo, se gli elettori ci daranno la forza necessaria, trasformeremo queste proposte in riforme.
Grazie alle primarie per i parlamentari, avremo i gruppi migliori: perché spesso chi ha lavorato male non è stato riconfermato dal voto popolare, ma anche e sopratutto perché da oggi tutti sanno che se vogliono essere rieletti tra cinque anni non dovranno perdere il loro rapporto con il territorio.Le primare sono entrate definitivamente nel DNA del partito, il rinnovamento è appena iniziato.

Non siamo ancora il partito che dovremmo essere, ma ci siamo messi sulla buona strada. Metteteci alla prova, metteteci in grado di governare, spazziamo via la prospettiva del pareggio a suon di voti. Poi non scappate, ma dateci una mano per migliorare ancora.

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