Una replica sul cambio Lira Euro
Gianluca Gambini, consigliere provinciale del PDL, risponde sul sito del suo partito al mio post sui “pappagalli berlusconiani“. Il suo post comincia così:
“Caro Federico,visto e considerato che non prendi quasi mai la parola in Consiglio Provinciale ed affidi i tuoi pensieri e le tue opinioni solo al tuo “diario”, Gente di Provincia,provero’ ad esporti alcuni concetti che dovrebbero portare un contributo di verita’ e non di demagogia al dibattito in oggetto…”
Questa la mia replica, che ho messo anche come commento sul sito del PDL.
“Parlo poco, ma cerco di farlo a ragion veduta.
Le questioni che sollevi sono due e vanno tenute distinte; secondo me una ha senso e l’altra no.
Cominciamo dalla prima. L’adozione di una valuta comune in assenza di una vera unione politica è stata una mossa rischiosa, che richiedeva di essere seguita da maggiore integrazione (unione fiscale, vera banca centrale, maggiore mobilità del lavoro). Questa integrazione non c’è stata e in tempi non sospetti alcuni economisti avevano paventato che paesi come l’Italia, con forte debito e bassa produttività del lavoro, avrebbero rischiato grosso. Uno di questi è Roubini, che fu trattato con sprezzo e vero e proprio razzismo da Tremonti in occasione di un incontro internazionale.
La seconda questione è quella del tasso di cambio, che non aveva senso quando l’ha detta Berlusconi e non lo acquisterà neanche se venisse ripetuta altre mille volte. La determinazione di un tasso di cambio come quelo che citi (1500lire=1Euro) non solo era impossibile (il cambio è stato determinato sostanzialmente dai mercati, e non poteva che essere così) ma avrebbe comportato la rivalutazione della lira, non il suo deprezzamento. Le nostre esportazioni sarebbero crollate, e il Pil di conseguenza.
Se non ti fidi di me ascolta per lo meno gli economisti.
Federico Russo
Consigliere Provinciale PD”
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