Question Time del 17 Febbraio 2015

Il question time del 17 Febbraio 2015 è stato dominato dalla vicenda della piccola Nicole, la neonata morta a Catania a seguito di una crisi respiratoria e dell’impossibilità di trovare posto in un reparto di neonatologia della zona. AREA POPOLARE, FORZA ITALA, PARTITO DEMOCRATICO e MOVIMENTO 5 STELLE hanno deciso di porre un’interrogazione sul tema al mininstro Lorenzin, ciascuno con un accento un po’ diverso. Si è parlato anche della chiusura degli uffici postali non redditizi (SEL), del rischio che l’Italia rimanga fuori dal nuovo brevetto comunitario (SCELTA CIVICA), di amianto (LEGA NORD), dei docenti che hanno superato un concorso ma rischiano di rimanere fuori dalla scuola (MISTO PSI-PLI), di scuole paritarie (PER L’ITALIA) e delle cattive acque in cui rischia di affondare Eur.spa (FRATELLI DI ITALIA).

SEL
Franco Bordo è il primo firmatario di un’interrogazione al ministero dello Sviluppo economico sui piani di sviluppo di Poste Italiane. Da quanto risulta all’ On.Bordo il nuovo piano di Poste Italiane prevede il taglio di oltre 450 uffici e la riduzione di orario altri 600. Notizie di stampa danno Toscana e Lombardia come regioni particolarmente colpite, con comuni perifierici che rimarrebbero sguarniti.Poste Italiane è in via di privatizzazione ma riceve finanziamenti pubblici nella legge di stabilità per assicurare il servizio postale universale, che le è affidato fino al 2026.
L’AGCOM detta i criteri tramite cui il servizio universale deve essere assicurato.
Bordo e gli altri chiedono al governo come far rispettare le prescirzioni di AGCOM, come evitare che le chiusure portino disagi ai comuni svantaggiati e come tutelare i livelli occupazionali.

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SCELTA CIVICA
Alberto Bombassei è il primo firmatario di un’interrogazione sui brevetti. Il brevetto è un titolo che permette di sfruttare un’invezione in regime di monopolio fino a un massimo di 20 anni. La sua importanza per incentivare la ricerca è ovvia. Si tratta però di una procedura complessa e molto costosa, spesso fuori dalla portata delle piccole aziende italiane che si devono accontentare di brevetti con una protezione geograficamente limitata (ogni paese in più si paga).
L’UE ha messo in campo alcune iniziative per creare un brevetto valido in tutta l’Unione, per abbattere i costi e la complessità dei brevetti. L’Italia e la Spagna si sono tirate fuori da questa iniziativa perché contestano che il testo di questi nuovi brevetti sia redatto soltanto in inglese, francese e tedesco. Nonostante abbiano fatto ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE, il brevetto europeo sta per vedere la luce.
Gli interroganti chiedono che il governo rientri nell’accordo trovando qualche mediazione, perché il costo di starne fuori sarebbe troppo alto per le nostre aziende.

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AREA POPOLARE (NCD-UDC)
Dorina Bianchi è la prima firmataria di un’interrogazione al Ministero della Salute su un evento accaduto a Catania che ha avuto molta attenzione dai media: il decesso di Nicole, una neonata con problemi respiratori per cui non si è trovato posto nei reparti neonatologia della zona. Ad aggravare il quadro si riportano notizie di stampa secondo cui in un altro caso, che però coinvolgeva il direttore del servizio di elisoccorso della Regione, ci fosse stata ben altra sollecitudine. Gli interroganti chiedono quali siano gli esiti dei primi accertamenti della Task Force incaricata del compito dal ministero.

FORZA ITALIA
Basilio Catanese mette la prima firma su un’interrogazione che ha per oggetto il caso della piccola Nicole, analoga nel contenuto a quella presentata da AREA POPOLARE.

PARTITO DEMOCRATICO
Giovanni Burtone è il primo della lista dei firmatari su un’interrogazione al ministro della salute che ricalca il contenuto di quelle di AREA POPOLARE e FORZA ITALIA. Oltre a chiedere i primi risultati della task force, gli interroganti sollecitano il ministro ad approfondire la questione dei punti nascita e dei reparti di rianimazione pediatrica in Sicilia.

MOVIMENTO 5 STELLE
Giulia Grillo apre la serie di firme sotto a questa interrogazione rivolta al ministro della salute, che riguarda il caso delle neonata deceduta a Genova.
A differenze delle interrogazioni di AREA POPOLARE, FORZA ITALIA e PARTITO DEMOCRATICO, questa mette a fuoco delle responsabilità politiche: già a Dicembre 2013 il presidente della Società italiana di neonatologia aveva comunicato all’assessore regionale Lucia Borsellino i rischi causati dalla mancata razionalizzazione della rete dei punti nascita e la mancata attivazione del servizio si trasporto neonatale. Lo stesso ministero della salute nel 2012, valutando l’osservanza dei livelli essenziali di assistenza, aveva constatato le criticità dei punti nascita.
Infine, gli interroganti chiedono se non sia il caso di nominare un commissario che verifichi la situazione.

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LEGA NORD
Massimiliano Fedriga è il primo nome in calce a un’interrogzione al ministero della Salute sulle importazioni di asbesto, altro nome con cui è conosciuto l’ amianto. Il Fatto online ha ripreso varie fonti internazionali chr attestano come l’Italia sia uno dei più grandi importatori di asbesto e fibre di amianto, sebbene l’uso di questo materiale sia vietato dal 1992 per la sua dannosità. L’Osservatorio nazionale amianto ha dato informazioni che vanno nella stessa direzione ai membri della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato. Gli interroganti ipotizzano che queste importazioni illegali siano legate all’edilizia e alle attività criminali, e sollecitano il governo ad agire per tutelare la salute pubblica.

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MISTO (PSI-PLI)
Marco Di Lello è l’unico firmatario di un’interrogazione rivolta al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nella quale chiede cosa intenda fare il Governo per tutelare i docenti “riservisti”. A questi docenti mancavanoalcuni titoli per partecipare al concorso per la scuola indetto nel 2012, perché non avevano preso un punteggio abbastanza alto alla pre-selezione oppure perché si sono laureati dopo il 2002. Hanno però ottenuto di essere ugualmente ammessi a sostenere le prove del concorso, sia pure con riserva, grazie a una pronuncia del TAR del Lazio. Alcuni di loro hanno superato il concorso e sperano di essere immessi in ruolo con il piano straordinario del 2015. Tuttavia la loro effettiva assunzione è condizionata al giudizio dei tribunali amministrativi che devono prima sciogliere la riserva; e sembra che senza un intervento del governo questo non accadrà. Gli interroganti ricondano che il Governo ha accettato un ordine del giorno collegato alla legge di stabilità del 2015 che andava proprio in questo senso e chiedono al ministro di adoperarsi im merito. Alla situazione dei riservisti è affiancata anche quella di molti dirigenti scolastici che hanno partecipato al concorso del 2011 e la cui situazione è da sanare.

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PER L’ITALIA – CENTRO DEMOCRATICO
Gian Luigi Gilgli è l’unico firmatario di un’interrogazione al ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Da notizie di stampa rislta che il Comune di Roma abbia aumentato del 300% l’imposta sui rifiuti delle scuole paritarie rispetto a quella applicata alle scuole statali. A giudizio dell’On. Gigli questa scelta minaccia il diritto alla libertà di educazione, perché farà umentare le rette e metterà in difficoltà le scuole paritarie, che fanno parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione. Si chiede quindi al governo di intervenire per rimettere in discussione questa decisione.

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FRATELLI DI ITALIA
Fabrizio Rampelli è l’unico firmatario di un’interrogazione al ministero dell’Economia e delle finanze. Si parla di Eur.spa, una società costituita nel 2000 per gestire gli immobili costruiti per l’Esposizione Universale del 1942 e posseduta al 90% dal ministero stesso. Eur.spa ha avuto bilanci in attivo fino al 2013, ma ha dovuto chiedere l’ammissione al concordato preventivo in bianco a dicembre 2014 per il fallimento di un’operazione estremamente costosa, la realizzazione del Nuovo Centro Congressi. Eur.spa è dal 2008 l’ente realizzatore di questo progetto, voluto dal minsitero stesso. L’operazione avrebbe dovuto finanziarsi con la realizzazione e la vendita di un albergo annesso al centro. Dopo la crisi questo progetto si è rivelato velleitario, e i debiti contratti con le banche impongono il concordato. Da fonti di stampa risulta all’interrogante che il ministero stia pensando di dismettere alcuni immobili di Eur.spa (tramite la società pubblica Invmit) per finanziare la fine dei lavori del centro congressi. A giudizio di Rampelli questo minerebbe la gestione unitaria di questi beni di straordinario valore architettonico e paesaggistico, oltre che mettere a rischio la capacità di Eur.spa di automantenersi e quindi la situazione occupazionale dei suoi 120 dipendenti e dirigenti.

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